Lea è il mio primo cane. Quando l’ho adottata, non potevo immaginare quante fossero le cose che accomunano un cuccciolo di cane ad un cucciolo d’uomo.
Come fa un bambino con la mamma, ha cercato in me protezione, accudimento, e da subito, è divenuta la mia ombra. Insicura nei suoi movimenti incerti, mi seguiva ovunque, imitando i miei spostamenti. Buffa ed impacciata, dolcissima, mi ha riempito il cuore e la vita. E proprio come un bambino anche un cucciolo di quattro mesi è estremamente fragile e vulnerabile.
Ne ho preso atto un pomeriggio di qualche mese fa. Dopo aver trascorso un po’ di relax accocolate sul divano, io mi sono alzata e Lea mi ha seguito impulsiva, balzando a terra, con un maldestro atterraggio sulle zampe anteriori. Ha iniziato a gridare di dolore, sollevando l’arto anteriore sinistro. Mi sono sentita tremendamente in colpa. Se l’avessi presa in braccio, per aiutarla a scendere, non sarebbe successo. L’ho portata subito dal veterinario che ha visitato Lea e ha diagnosticato la presenza di una lesione traumatica a carico della fisi di accrescimento dell’ulna.
Il medico mi ha spiegato che questo genere di traumi nel cucciolo sono molto pericolosi in quanto danneggiano l’accrescimento dell’arto, determinando un ritardo nello sviluppo dell’ulna rispetto al radio e quindi l’inevitabile deviazione del braccio, con secondario mancato allungamento dello stesso. Il medico veterinario del pronto soccorso ha trattato il dolore che Lea mostrava lamentandosi con la sommistrazione di farmaci analgesici, che hanno fatto rapidamente effetto. Quindi il medico mi ha indicato la necessità di riferire il caso a dei chirurghi veterinari specializzati in chirurgia ortopedica, per la complessità del quadro clinico. Così ho conosciuto i medici di Enterprise, i quali mi hanno prospettato la necessità di monitorare con radiografie ripetute ogni 2 settimane la crescita dell’arto traumatizzato. L’obbiettivo era quello di poter individuare precocemente la comparsa di difetti nella crescita della zampa traumatizzta e quindi poter intervenire chirurgicamente nella correzione di tali difetti. Come previsto, i segni causati dal trauma sulle fisi di accrescimento non hanno tardato a palesarsi. Di li a poche settimane, la zampetta della povera Lea mostrava una deviazione del suo asse maggiore e cresceva più lentamente dell’altro arto, risultando più corta. I chirurghi mi hanno spiegato che , alla luce dei segni radiografici e clinici, era giunta la finestra temporale corretta per poter intervenire chirurgicamente. Cosi Lea ha subito l’applicazione di un primo impianto di Ilizarov, con il quale i medici hanno trattato e risolto la deviazione dell’arto. A fine accrescimento attraverso l’applicazione di un secondo impianto Ilizarov si è invece raggiunto l’obbiettivo di allungare l’arto colpito dal trauma, portandolo a misurare la stessa lunghezza dell’arto sano. Lea ha rischiato, per un banale balzo dal divano, di avere per sempre una zampa storta e più corta dell’altra ed io non sarei mai stata capace di perdonarlo a me stessa. Ma per fortuna, abbiamo incontrato dei medici competenti che hanno seguito la crescita della mia cucciola, e mese dopo mese, con pazienza, hanno procurato la guarigione alla mia piccola Lea.
